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il Live "Il Vittoriale brucia"
Il Vittoriale Brucia (Live dall'Auditorium del Vittoriale)
28 novembre 2021
Il fuoco e la rosa
Il titolo dello spettacolo rappresenta due elementi rappresentativi della forma espressiva dei due artisti (“Nel fuoco” è la canzone che apre l’ultimo album di Sirianni, “Il giorno che la rosa fiorì” è il titolo di uno dei dischi più significativi di Gazich) e si ispira al racconto di Borges “La rosa di Paracelso” in cui la rosa, gettata nel fuoco del camino, risorge dalla propria cenere.
Risorgere dalla cenere è simbolo e metafora della vita artistica e personale dei due autori che, da oltre trent’anni, percorrono i sentieri tortuosi della musica d’autore senza compromessi e comode scorciatoie.
Nel corso del concerto, oltre alle canzoni de “La promessa della felicità” di Sirianni e dell’ultima fatica discografica di Gazich “Solo i miracoli hanno un senso stanotte in questa trincea”, i due cantautori proporranno brani di “Domani si vive e si muore – gli inediti di Michele Straniero” che registrarono assieme e altri del proprio personale percorso artistico, impreziosendo inoltre il tutto con qualche inedito presentato per la prima volta in occasione di questo tour.
Per festeggiare un sodalizio in continua evoluzione".
17.10 FIRENZE
LUOGO: Circolo Arci Progresso
INDIRIZZO: Via Vittorio Emanuele II, 135, 50134 Firenze FI
https://www.circoloilprogresso.it/
18.10 LIVORNO
LUOGO: DEF6 Bistrot
INDIRIZZO:
Un ritorno al FolkClub, quello di Moni, atteso 19 anni. Con la direzione artistica e gli arrangiamenti di Giovanna Famulari e Michele Gazich, “Yiddish Blues” non è uno spettacolo teatrale, non è teatro-canzone, ma è -per la prima volta- ‘il concerto di Moni Ovadia’. “Yiddish Blues” è un affondo poetico e musicale nelle culture dell’esilio, nella spiritualità dei popoli senza patria, nel dolore e nella resistenza trasformati in canto. Lo spettacolo si apre con “Es brent!” (Sta bruciando!), canzone-manifesto scritta nel 1936 da Mordechai Gebirtig, che racconta l’incendio di una città come metafora di persecuzioni e ingiustizie. Prosegue con “Gelem, gelem”, l’inno del popolo Rom, che diventa cuore pulsante del concerto, ponte tra memorie nomadi e identità negate. “Yiddish Blues” è una costellazione di lingue, canti, racconti e suoni che sfuggono a ogni categoria. Un Blues non canonico e profondamente eretico, come lo definisce lo stesso Ovadia, costruito con le storie di chi è costretto a camminare, a sopravvivere, ma anche a cantare, per esorcizzare il dolore. In scena si incontrano personaggi segnati dal maltamé, termine che nella parlata degli ebrei di Venezia indica il tormento dell’anima, e che trova eco nel più classico woke-up-this-morning del blues afroamericano. Sul palco, Moni Ovadia dà voce e corpo a questo universo errante, accompagnato da due musicisti straordinari: Giovanna Famulari e Michele Gazich. Insieme hanno costruito un concerto che è rito laico, atto civile e esperienza poetica, un atto di memoria e resistenza. Le canzoni diventano ferite che parlano, strumenti contro l’oblio, melodie per le orecchie annoiate dei boia. Si berrà il latte nero dell’alba, citando Paul Celan, alla ricerca di un frammento di luce per i tempi bui che stiamo attraversando.
Michele Gazich contribuisce con due canzoni a "Elementi in tempesta - concerto shakespereano". "La Tempesta di Shakespeare, la più musicale delle sue opere evocata attraverso la sonorità e le lingue del Mediterraneo. Un concerto di musiche che spaziano dal repertorio rinascimentale a composizioni originali esplorando i grandi temi dell'opera shakesperiana.
Un'avventura in musica e parola cominciata lo scorso anno nella laguna di Venezia...
Biglietti: https://www.boxol.it/next/it/TeatroPalladium/select-seat/591406
More info: https://www.appliedshakespeare.org/en/events-activities/universita-degli-studi-roma-tre/dialoghi-mediterranei-una-tempesta-in-laguna
"Tanti di voi lo sanno già, ma mi dà una gioia immensa segnalarvi personalmente che il 24 ottobre Moni Ovadia, Giovanna Famulari ed io saremo al prestigioso Club Tenco - Premio Tenco . Sul palco del Teatro Ariston presenteremo qualcosa di molto nuovo: il nostro trio con al centro un nuovo Moni Ovadia: Moni Ovadia cantautore! Per dirlo con le parole di Moni: “Ho ricevuto un invito che mi ha particolarmente emozionato. Io non ho mai composto una canzone. Gaza mi ha convinto a provarci. Con l’aiuto di due prodigiosi musicisti Giovanna Famulari e Michele Gazich mi sono cimentato. Ho vinto la mia ritrosia e la mia paura". Noi lo ringraziamo per la grande stima per la dolce amicizia che l'hanno spinto a pronunciare queste splendide parole, ma il prodigioso è lui che, a questo punto della sua carriera, ha avuto il desiderio e il coraggio di sperimentarsi in qualcosa di totalmente nuovo! È stato un onore grande affiancarlo nella scrittura di canzoni bellissime, nuove e necessarie. Sarà emozionante e significativo suonarle per la prima volta al Tenco".
Michele Gazich
Gazich presenta la canzone inedita "La stazione in riva al mare", scritta con Federico Sirianni.
Racconta Gazich: "Qualche anno fa a Sanremo incontrai Sergio Staino. Ricordo che camminammo a lungo verso "la stazione in riva al mare", la sede del Tenco: lui stringeva il mio braccio e passeggiando ci raccontammo tante storie, ci raccontammo di noi. Ricordo il suo sguardo misterioso, da alchimista, il suo vedere/non vedere, il suo guardare sempre oltre". nella nebbia verso l'Isola.

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il Live "Il Vittoriale brucia"
Il Vittoriale Brucia (Live dall'Auditorium del Vittoriale)
28 novembre 2021