È stata una generosità davvero non comune nel music business. Scherzando, Moni dice che siamo come Peter, Paul & Mary o Crosby, Stills & Nash… Al di là degli scherzi, certamente Giovanna ed io siamo stati maieuti ed è nato un bellissimo bambino (di ottant’anni): Moni Ovadia cantautore! Siamo felici e onorati di avere aiutato e in qualche modo ispirato questa nascita, specchio del coraggio e della curiosità di Moni.
Tutti e tre siamo coautori della canzone, musica e parole. Anzi: alle parole ha collaborato anche il nostro tecnico del suono, e mio amico carissimo, Fabrizio “Cit” Chiapello. Lui è l’unsung hero, l’eroe non cantato, senza il quale il nostro album, e questa canzone in particolare, difficilmente avrebbero visto la luce. Colgo l’occasione per ringraziarlo qui per il suo lavoro, sempre umilmente dietro le quinte, ma essenziale quanto il nostro, come del resto anche quello di Marco “Tibu” Lamberti che ha suonato tutti gli strumenti non suonati da noi! Permettetemi ora una nota personale.
La lavorazione per questo album è stata lunga e faticosa. La bellezza ha faticato a nascere, perché era qualcosa di diverso dal solito e di nuovo per tutti noi. Non è stata cosa facile. Io ci ho messo tutto il mio cuore e tutte le mie energie e, in corso d’opera, sono crollato e mi sono gravemente ammalato. Mi è esplosa un’aggressiva forma di psoriasi ed ero diventato tipo un lebbroso. Sono comunque andato in studio a registrare, ho suonato i miei strumenti con la pelle che mi si staccava dalle dita. Questo autorevole riconoscimento mi spinge ad ipotizzare che la mia follia ha avuto un senso.
Michele

