BIO

Michele Gazich è musicista, poeta, produttore artistico, compositore, scrittore di canzoni.

Grazie ad uno stile personale e decisamente innovativo sul suo strumento principale, il violino, che rende il suo suono immediatamente riconoscibile, Gazich, dopo numerose collaborazioni con artisti italiani, si è fatto apprezzare soprattutto fuori dal paese natale, con significativi e ripetuti tour in USA ed Europa, a partire dagli anni Novanta, con formazioni sinfoniche classiche e contemporaneamente legando il suo lavoro al mondo dei cantautori italiani e dei singer-songwriters statunitensi: da Michelle Shocked a Mary Gauthier, da Eric Andersen a Mark Olson.

Michele Gazich, ad oggi, ha collaborato a più di cinquanta album.

Gazich ha composto musiche di scena per spettacoli teatrali, tra cui ricordiamo Il Sogno del Fuoco (1998), in collaborazione con Il Piccolo Teatro di Milano/Teatro d’Europa, Elogio della Follia (2001) e Un Cantico (2007). Ha inoltre collaborato alla colonna sonora del film Le ragioni dell’aragosta (2007) di Sabina Guzzanti.

Significativa la collaborazione con università italiane ed europee, volta ad approfondire tematiche legate alla musica e alla poesia.

A partire dal 2008, compendiando le tante esperienze di vent’anni di carriera professionale, Gazich inizia la pubblicazione di album di canzoni a proprio nome che hanno raccolto immediati e reiterati consensi in diversi ambiti musicali e letterari, unendo pubblici e sensibilità diverse.
Gazich ha pubblicato a suo nome tre album articolati in una trilogia (Dieci canzoni di Michele Gazich, 2008, Dieci esercizi per volare, 2010, Il giorno che la rosa fiorì, 2011) e un EP (Collemaggio, 2010) con l’apporto della band La Nave dei Folli. Ad essi si aggiunge L’Imperdonabile, 2011, registrato totalmente da solo, sovraincidendo voce e strumenti.

L’Imperdonabile ha dato origine al Concerto spirituale, che nel corso del 2012, è stato in tour in Italia ed in Europa, proposto dal vivo con un’accattivante formazione a tre di polistrumentisti: attorno e accanto alla voce di Gazich, oltre al suo violino e alla sua viola, si collocavano pianoforte, dulcimer, bouzouki, chitarra, violoncello, seconde voci. Il tour ha toccato Cracovia il 30 Marzo 2012, dove Gazich ha rappresentato l’Italia nell’ambito delle celebrazioni per la memoria. Il 18 Maggio 2012 nel Duomo di Brescia il concerto è stato registrato per Verso Damasco, il box-set pubblicato a fine 2012, contenente il film-concerto della serata, un documentario sul “fare musica” di Gazich, un CD audio e un libro in lingua italiana ed inglese, contenente i testi e saggi critici.

Gazich, sempre nell’ambito del 2012, ha inoltre pubblicato, in collaborazione con Massimo Priviero, il progetto FolkRock, finalista al Premio Tenco: originali riproposizioni (Gazich li chiama “Esercizi di ammirazione”) di grandi classici del genere.

Il Maestro Gazich ha anche proseguito le sue collaborazioni con i songwriters statunitensi. Da ricordare, in particolare, il lungo tour (2007-2009) con Mark Olson attraverso tutti gli Stati Uniti d’America, la serie di concerti con Eric Andersen, nel settembre 2012, presso il prestigioso Billboard Auditorium di Tokyo e il tour nord-europeo (Danimarca, Inghilterra e Irlanda, aprile-maggio 2013) al fianco di Mary Gauthier.

Il 7 aprile 2013 è stata presentata, in anteprima assoluta a Roma, nell’ambito di un convegno promosso dall’amicizia ebraico-cristiana, la nuova composizione di Gazich: Sette esercizi di celebrazione per Pasqua/Pesah per voce recitante e violino.

Il 28 settembre 2013 Michele Gazich ha partecipato, con il pittore Oliver Jordan ed Eric Andersen, alle celebrazioni per il centenario della nascita di Albert Camus presso Aix-en-Provence, alla presenza di Catherine Camus, figlia del filosofo, presentando materiale inedito e versioni francesi di brani del suo repertorio. Le canzoni sono state riproposte in concerto l’11 luglio 2014 presso il LVR-LandesMuseum di Bonn e in seguito registrate a Colonia per l’album Shadow and Light of Albert Camus.

Nel marzo 2014 viene pubblicato il nuovo album di Gazich: Una storia di mare e di sangue, a cui è seguito un lungo tour europeo , che ha toccato Spagna, Portogallo, Francia, Belgio, Olanda, Germania e naturalmente l’Italia. Il concerto di Una storia di mare e di sangue si struttura come una narrazione di parole e musica, in cui il pubblico viene portato verso una direzione di coinvolgimento, rispecchiamento e immedesimazione: a ripercorrere antiche ma sempre presenti storie familiari di migrazione e ad osservare ciò che sta succedendo nell’Europa di oggi con altri occhi. Non più voi migranti, ma noi migranti. Una Storia di mare e di sangue è stato nominato dal prestigioso Premio Tenco tra i 50 migliori album usciti in Italia nel 2014. A Brescia, tra il Maggio e il Giugno 2014, Gazich organizza il convegno: Storie di mare e di sangue, incroci e scambi tra Oriente e Occidente.

Autunno 2014: Ottobre-Novembre, tour in Irlanda, Italia e UK con Mary Gauthier. Concerto conclusivo del tour presso Kings Place a Londra.
18 Novembre: partecipazione alla Beat Conference a Tangeri, Marocco al fianco di Eric Andersen per un reading-concerto.

27-28 gennaio 2015: Gazich è invitato ad eseguire le sue canzoni in Spagna, nell’ambito delle celebrazioni per la Giornata della Memoria, al Senato spagnolo, alla presenza, tra gli altri, del Re Felipe VI e presso la Sala de Las Columnas. Concerti organizzati con il supporto delle Nazioni Unite, il Centro Sefarad, l’Istituto Italiano di Cultura, L’Istituto Polacco e altre istituzioni europee.

Febbraio 2015: Una storia di mare e di sangue viene portata in tour in Slovenia. Maggio 2015: Una storia di mare e di sangue viene eseguita in un centro per accoglienza migranti presso Lentella (CH).

Aprile-maggio 2015: ritorno in concerto in Marocco al fianco di Eric Andersen e tour in Irlanda e Italia con Mary Gauthier.

6 Maggio 2015: Prima presentazione europea di Chi vede l’Angelo? Musiche e parole pellegrine, presso il Santuario di Monte Sant’Angelo in Puglia. Il concerto raccoglie canzoni di Gazich dedicate alle figure angeliche e in particolare all’Arcangelo Michele.

Giugno-Novembre 2015: Ampio tour con Mary Gauthier, Eric Andersen e a proprio nome, che porta Gazich a viaggiare tra Canada, USA, Germania, Danimarca e UK presso i maggiori festival, tra cui Vancouver Folk Festival, Mariposa, Rocky Mountains Folk Festival, Tonder Festival, Country Music Hall of Fame (Nashville), Museum of the City of New York.
Collaborazioni con Richard Thompson, Butch Hancock, Chris Smither, J T Van Zandt e molti altri.

Aprile 2016: il progetto legato ad Albert Camus, realizzato con Eric Andersen, raggiunge New York e diventa punto di partenza per una rassegna di 15 giorni, volta a celebrare il settantesimo anniversario della visita dello scrittore francese alla Grande Mela. Partecipano alla rassegna anche Patti Smith e Ben Sidran. Gazich, oltre che con Eric Andersen, si esibisce al fianco di David Amram, coscienza musicale di New York City, depositario di una visione amplissima della musica, che abbatte gli steccati dei generi: allievo di Leonard Bernstein e collaboratore diretto, nel musicare la sua opera poetica, di Jack Kerouac, ha suonato con Lionel Hampton e molti altri.

Primavera 2016: Gazich approfondisce la dimensione orale e performativa della poesia, esibendosi in proprio e accompagnando con i suoi strumenti voci importanti della poesia contemporanea: dal sudafricano Roger Lucey al canadese George Elliott Clarke. Questo percorso culmina nella partecipazione alla Beat Conference di Manchester tra il 27 e il 29 giugno 2016: una tre giorni di studio, performances e laboratori legati alla lettura Beat ed alla sua risonanza nel mondo contemporaneo.

29 settembre 2016: pubblicazione de La via del sale: il nuovo album di Gazich. Una collezione di 11 canzoni cantate da Gazich con una voce che si è fatta sempre più intensa, vera e dolente; canzoni che muovono dal ricordo delle storiche vie del sale, quando il sale era importante più dell’oro e del petrolio, e metaforicamente si rivolgono all’Europa di oggi, fatta di biblioteche sommerse, città distrutte, migrazioni e maestose rovine del terziario, le nostre contemporanee vie del sale. Luoghi che hanno perso il loro senso originario e stentano ad acquistarne un altro.
Ricca la tavolozza strumentale, che include strumenti contemporanei, strumenti della tradizione classica e strumenti popolari che mai hanno avuto cittadinanza al di fuori dei lori ambiti, come il piffero dell’Appennino (un oboe popolare dal suono dolce e potente) e la zampogna del Sannio (dove la zampogna nacque, in epoca pre-romana). Il tentativo, riuscito, è l’edificazione di un folkrock effettivamente italiano, senza prestiti anglosassoni o americani; risonante di strumenti folk effettivamente nostri e di melodie che rievocano la tradizione e la musica colta italiana e del mediterraneo, senza paura di contaminare i generi.

La canzone Storia dell’uomo che vendette la sua ombra tratta da La via del sale è tra le 5 canzoni finaliste al Premio Tenco 2017.

2017 Partecipazione al festival internazionale Incroci di civiltà a Venezia nel mese di marzo ed in seguito al progetto di residenzialità artistica Waterlines nel mese di ottobre sempre a Venezia. Varo del progetto Temuto come grido, atteso come canto. La collezione di canzoni, la cui pubblicazione è prevista per il 2018 indaga la deportazione degli ebrei dalla veneziana isola-manicomio di San Servolo avvenuta l’11 ottobre 1944.

Settembre 2017: partecipazione e performance a Parigi alla European Beat Conference.

Dicembre 2017: Concerto per i cinquant’anni dell’Università di Bergamo presso l’ex chiesa di Sant’Agostino, Aula Magna dell’Università.

2018 Pubblicazione dell’album Rifles & Rosary Beads realizzato con Mary Gauthier e, a partire da Gennaio fino a Dicembre, tour USA-Europa con più di 100 concerti.

7 settembre 2018: pubblicazione di Temuto come grido, atteso come canto, album interamente scritto da Michele Gazich sull’isola di San Servolo (ex-manicomio di Venezia). Questo nuovo ciclo di canzoni racconta, per la prima volta, la storia degli ebrei deportati dall’isola. La pubblicazione avviene in concomitanza dell’ottantesimo anniversario delle leggi razziali (settembre 1938). Viene presentato in anteprima al Museo Ebraico di Venezia il 2 settembre, Giornata Europea per la Cultura Ebraica.

Gazich è portatore di una visione totale della musica, insieme arcaica e contemporanea, come la sua voce, come il suo violino: strumento di alta speculazione intellettuale, legato al mondo della classica, e al contempo fieramente popolare.

 

 
 
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