Dieci Esercizi per Volare

1. Canzone della pietra che rotola
Michele Gazich e La Nave dei Folli  

2. Dieci esercizi per volare
Michele Gazich e La Nave dei Folli  

Dieci Esercizi per Volare
(FonoBisanzio 2010, FB03CD)

Canzone delle pietra che rotola
Sanguedolce
L’Angelo ubriaco
L’Angelo ucciso
Non ho ali
Dieci esercizi per volare
Chi vede l’Angelo?
L’Angelo di Saorge
Hai mai sentito ardere il tuo cuore?
Stella guarda stelle

Presentazione
L’anima cantautorale di Michele Gazich, coltivata tra un concerto e l’altro in giro per l’Europa e gli Stati Uniti insieme ai grandi del folk-rock (Mark Olson, Michelle Shocked, Mary Gauthier, Victoria Williams ed Eric Andersen tra gli altri), ha trovato ancora una volta luce e dimensione.
Michele Gazich, talentuoso violinista, produttore artistico, autore, anima gentile ma ferma e decisa, pubblica ora il secondo album all’interno del suo progetto “La Nave dei Folli”, dopo che il primo lavoro era stato accolto con forte consenso su riviste di folk, di rock, di classica, di poesia e quotidiani nazionali.
“Dieci Esercizi per Volare” è un album in parte diverso dal precedente del 2008 – spiega Michele -, è caratterizzato da spigliati inni folk-rock e struggenti ballate, cantate sempre da una voce femminile affiancata dal mio violino, ma questa volta sentiremo anche chitarre elettriche ed acustiche ed altri strumenti.
Il primo album era il disegno, in questo ci ho messo i colori: “Dieci esercizi per volare” nasce dal palco. Fortunatamente, abbiamo suonato molto lo scorso anno, in Italia e altri paesi europei. Tra una data e l’altra siamo andati in studio, a più riprese tra Maggio e Settembre, e abbiamo registrato con la tensione e l’emozione del concerto, con il vento al posto delle suole delle scarpe e con il fuoco nel cuore.
Da Ottobre a Dicembre, mi sono occupato, con atteggiamento opposto, cioè con calma zen e accuratezza, della scelta delle registrazioni migliori e del mixaggio.
Dieci Esercizi per Volare” è il secondo CD per l’etichetta, veramente indipendente, che ho fondato, la FonoBisanzio. Il primo CD è stato un successo notevole ed inaspettato, che ci ha dimostrato che non è vero che attualmente i CD non si vendono più. Basta dare qualità, da ogni punto di vista, dalla musica al progetto grafico, al packaging, arricchito anche questa volta dalle traduzioni inglesi di Mark Olson, dalle fotografie di Cinzia C. e da dieci disegni originali di Alice Falchetti.”

1: Canzone della pietra che rotola
(Testo e Musica di Michele Gazich)
Rolling stone gathers no moss (pietra che rotola non fa muschio)” era solito dire Joe Hill: autore di canzoni, predicatore, viaggiatore avventuroso su treni merci, ma anche tra i fondatori del sindacalismo americano. “Pietra che rotola non fa muschio”: Joe Hill lasciò scritte queste parole anche nel suo testamento nel 1915, come un invito a non stare fermi, ma ad essere sempre in azione. Da allora l’America, e non solo l’America, è stata percorsa da molte pietre che rotolano, rolling stones, e molte canzoni sono state scritte sulle pietre che rotolano. “Ho provato a scriverne una anch’io – dice Gazich -, riportando ancora una volta tutto a casa, anche perché il motto del vecchio Joe Hill era la traduzione di un proverbio latino: saxum volutum non obducitur musco”. La musica, gioiosa danza folk-rock guidata dal violino di Michele Gazich, è influenzata dai balli popolari ancor oggi molto vivi, che si possono ammirare ed ascoltare nelle vallate alpine al confine tra Italia e Francia, luogo d’origine del bassista Fabrizio Carletto, che, con il suo strumento, come un cuore che batte, ci trascina nel ritmo della danza.

2: Sanguedolce
(Testo e Musica di Michele Gazich)
Intima ballata dal testo intenso (“Ho il sangue dolce come vino da messa / Sono ape e puttana, io so volare”), dall’andamento coheniano, dal cantato intimo e doloroso, scaldato dal suono della viola.

3: L’Angelo ubriaco
(Testo e Musica di Michele Gazich)
Il titolo della canzone è anche il titolo di un film di Akira Kurosawa del 1948. Il ritmo è la chiave per la comprensione di questa canzone. Nei dischi de “La Nave dei Folli” non c’è la batteria, ma non se ne sente affatto la mancanza. “L’Angelo ubriaco” è caratterizzata da aggressivi stacchi ritmici e pause che quasi tolgono il respiro. L’Angelo è ubriaco, non è un tranquillizzante angioletto Liberty o New Age, è un angelo terribile. Il violino di Gazich urla e si contorce come di rado un violino e l’organo wurlitzer di Beppe Donadio conduce il brano in una straniante atmosfera musicale inizio anni settanta, che volutamente contrasta con il testo a tinte forti.

4: L’Angelo ucciso
(Testo e Musica di Michele Gazich)
Pier Paolo Pasolini nei suoi ultimi anni di vita con maggiore insistenza (ma in fondo l’aveva sempre fatto) urlava e denunciava la fine dell’Italia religiosa e contadina, a favore di un’Italia omologata culturalmente e senza Dio. L’uccisione di Pasolini ha segnato l’uccisione del nostro umanesimo e della nostra fede insieme pagana e cristiana in Dio, nell’uomo e nella Terra. Ma il grido dell’Angelo ucciso non si può fermare. “Mi piace includere in ogni album una canzone dedicata ad un poeta che amo e che ha influenzato la mia esistenza – dice Michele Gazich – ; sullo scorso album Ezra Pound, su questo Pier Paolo Pasolini”.
Quartetto d’archi accompagnato dall’elegante arpeggio di chitarra classica di Marco Lamberti. Gazich riscopre e valorizza in questo album la sua preparazione anche nella scrittura e nell’orchestrazione di strumenti ad arco. Gazich ha chiesto a Luciana Vaona di cantare più in alto del solito, in questo brano, in un registro che non è il suo, per avere una voce più flebile, quasi spezzata, che evocasse quella sottile e mite di Pier Paolo Pasolini.

5: Non ho ali
(Testo e Musica di Michele Gazich)
Il Rock, con il suo strumento principe, la chitarra elettrica (sempre suonata da Marco Lamberti), dialoga con il folk e con la poesia de “La Nave dei Folli” e sprona e accompagna l’urlo del violino.
L’Angelo, l’essere infinito invidia noi, esseri finiti. Angelo già non più Angelo: non ha ali, non ha aureola, non porta annunci, ma disperatamente tenta di sentire la vita attraverso gli sguardi e i gesti degli uomini, che nascono, camminano, amano e muoiono. Cfr: Il Cielo sopra Berlino (1987), film di Wim Wenders.

6: Dieci Esercizi per volare
(Testo e Musica di Michele Gazich)
Si tratta una filastrocca che descrive in rima baciata, come si conviene ad una filastrocca, l’esistenza umana attraverso l’immagine del volo: progetto fin troppo ambizioso, me ne rendo – sorride Gazich – . L’ho scelta per dare il titolo a questo nuovo album, in quanto mi sembra ne riassuma, musicalmente e contenutisticamente, tanti aspetti: dallo stupore dell’infanzia fino al dolce volo dell’amore e a quello terribile della follia”.
Il piano, suonato dallo stesso Gazich, apre con un motivo che gira su se stesso questa vorticosa filastrocca, caratterizzata anche dal mandolino di Paolo Costola, che si conclude con una surreale marcetta.

7: Chi vede l’Angelo?
(Testo e Musica di Michele Gazich)
Il brano, dall’andamento quieto e meditativo, elegantissimo nell’arrangiamento basato su arpeggio di chitarra acustica e viola, è quasi un mantra ed invita a non avere paura e a non scappare se un Angelo, cioè qualcosa di soprannaturale, divino e terribile irrompe nella nostra vita. Non fuggire, non scappare, affinché gli unici momenti soprannaturali, divini e inspiegabili della nostra vita non siano solo la nascita e la morte

8: L’Angelo di Saorge
(Testo e Musica di Michele Gazich)
Saorge (Région Provence Alpes Côte d’Azur, Département des Alpes-Maritimes, Francia), dove la montagna si scalda all’aria di mare, aria di luce. A Saorge la terra è spalancata, aperta, lucente di visioni soprannaturali. A Saorge si può anche attendere la morte con quieta, inesorabile dolcezza.
Due strumenti accompagnano il cantato: un etereo piano wurlitzer, suonato dallo stesso Gazich e il basso fretless di Fabrizio Carletto, poeticissimo nel suo incedere.

9: Hai mai sentito ardere il tuo cuore?
(Testo e Musica di Michele Gazich)
Un agghiacciante elenco che descrive i nostri tempi, in cui non si ha tempo per l’Amore, ma si rinnova l’antivirus, tempi di cravatte annodate e di corde insaponate, tempi di controllo velocità e di controllo felicità, tempi in cui i cuori non ardono quasi mai.
Aggressivo rock, quasi punk nella sequenza degli accordi della chitarra elettrica, mentre il violino si fa sempre più acido.

10: Stella guarda le stelle
(Testo e Musica di Michele Gazich)
La quiete dopo la tempesta. Un’aggraziata canzone, scritta con uno stile tra la romanza d’opera e la canzone di fine Ottocento, chiude serenamente il secondo album di Michele Gazich e La Nave dei Folli: “La barca è sulla riva / La notte è già mattino”.

Registrato tra il 9 maggio e il 27 settembre 2009 da Paolo Costola. Mixato tra il 19 Ottobre e il 24 Dicembre 2009 da Michele Gazich e Paolo Costola presso lo studio MacWave di Brescia

Copertina e disegni di Alice Falchetti
Fotografie di Cinzia C.
Traduzione inglese di Mark Olson

Produzione artistica: Michele Gazich

 

 
 
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